La Sardegna sorprende con i suoi tanti volti. Cosa è più affascinante: le spiagge bianche e appartate o le montagne scabre e selvagge? La mondanità della Costa Smeralda o la vita semplice dei pastori? Un mondo a sé, raggiungibile con poche ore di volo, tanto vicino quanto speciale.
A lungo non toccata dai flussi del turismo dei grandi numeri, la Sardegna ha conservato la sua bellezza, la sua natura originaria e le sue tradizioni. Ciò si deve forse ad un certo riserbo nel carattere della seconda isola più estesa del
Mediterraneo, a 190km dalla penisola italiana e 180 km dalla costa africana. Un piccolo continente con 1800 km di coste, una storia propria che affonda le sue radici nei millenni prima di Cristo e che ha plasmato un popolo, i Sardi, fieri ed ospitali abitatori di quest’isola.
La Sardegna è bella in tutte le stagioni e colpisce con i suoi misteriosi nuraghi, edifici risalenti all’età della pietra, datati oltre 3000 anni. E poi le scogliere di Capo Testa, i controversi murales politici di Orgosolo, l’aria leggera che
profuma di macchia mediterrranea, le rocce impervie e brulle dell’interno, le foreste di sugheri o il mare rosa pallido dei mandorli in fiore in gennaio.
Niente coste cementificate, nessuna premura, solo la discrezione. Un’isola di canzoni e di storie, che ha dato i natali a Grazia Deledda, nel 1926 premio nobel per la letteratura. Un’isola per certi aspetti ritrosa, ma di una bellezza selvaggia da riscoprire di volta in volta.

